La lettera del Presidente

Quando, cinque anni fa, la Commissione Europea presentò la strategia “Europa 2020” per una crescita “intelligente, sostenibile e inclusiva” abbiamo pensato, e sperato, che fossimo ad una svolta positiva nel percorso verso uno sviluppo in grado di tenere insieme le esigenze economiche con quelle di salvaguardia ambientale, i diritti e i bisogni delle persone. Anzi, che finalmente si fosse compreso – dopo anni di finanza arrembante e incontrollata, all’origine della drammatica crisi del 2007/08 – come proprio la piena valorizzazione dei fattori umani e ambientali, combinati con le grandi potenzialità di conoscenza e cultura, delle innovazioni tecnologiche, avrebbero reso possibile uno sviluppo sostenibile, nel quale competitività facesse davvero rima con equità. Anche se ancora mancano cinque anni al 2020, c’è da dubitare che i risultati di quella strategia verranno pienamente conseguiti. Ciò non di meno, essa rimane pienamente valida e c’è solo da augurarsi che i nuovi vertici della UE, come del nostro Paese vogliano confermarla e, soprattutto, impegnarsi a fondo per realizzarla al meglio. Per quanto ci riguarda, come Gruppo Unipol, abbiamo lavorato in questi anni per dare il nostro contributo al raggiungimento degli obiettivi di “Europa 2020”, nella consapevolezza che solo dall’impegno, autonomo ma convergente, dei diversi soggetti – imprese, organizzazioni sociali e dei lavoratori, istituzioni pubbliche – è possibile creare le condizioni perché si esca dalla crisi con un rinnovamento profondo dei sistemi economici che metta al centro la qualità dello sviluppo, le persone e la crescita del loro benessere.
Unipol ha dimostrato, nel corso di oltre mezzo secolo di vita e ancor più negli ultimi anni, che non c’è contraddizione tra crescita dimensionale, aumento della capacità competitiva e rispetto dei valori e dei principi che sono alla base dell’identità del Gruppo. Al contrario, sono questi valori e il radicamento forte nella società, nel mondo cooperativo, in quello del lavoro e della piccola e media impresa, che hanno permesso a Unipol di crescere e di affermarsi nel mercato. In un mercato che vogliamo sempre più sano, trasparente, ben regolato – ma non burocratico e burocratizzato – nel quale la presenza di una pluralità di soggetti attivi sia garanzia di efficienza ed efficacia nelle risposte da dare ai bisogni, vecchi e nuovi, dei cittadini. Viceversa, laddove prevalgono esclusivamente obiettivi di crescita fine a se stessa, massimizzazione dei profitti a brevissimo termine, si dà spazio alla speculazione, alla violazione delle regole, alla prevaricazione dei più forti sui più deboli, all’illegalità, alla corruzione e al malaffare.

Il 2014, con la nascita di UnipolSai Assicurazioni e il più complessivo percorso di integrazione con le società acquisite, il Gruppo Unipol ha assunto un ruolo, imprenditoriale e sociale, ancora più grande nel mercato nazionale ed europeo. I risultati conseguiti, sul piano economico e della redditività, così come su quello sociale, sono del tutto evidenti e sono testimoniati dai Bilanci che presentiamo; i quali anticipano in gran parte gli obiettivi fissati per la fine del 2015 dal Piano Industriale e dal Piano di Sostenibilità. Tutto ciò grazie al supporto degli azionisti, al lavoro e al contributo del gruppo dirigente, dei lavoratori, degli agenti e dei collaboratori tutti. Unipol ha vinto una sfida impegnativa e si prepara ad affrontarne altre. Senza arroganza e supponenza, facendosi guidare dai propri valori, dalla lungimiranza, dalla responsabilità e dal rispetto degli altri, prima ancora che – pur doverosamente – dalle regole, nell’interesse dell’impresa e dell’insieme dei suoi Stakeholder. Lungimirante perché consideriamo un dovere quello di guardare al futuro e impegnarci per consegnare alle generazioni future, a chi verrà dopo di noi, un’impresa solida patrimonialmente e orientata alla redditività; responsabile perché in grado, per efficienza ed efficacia operativa, di corrispondere al proprio ruolo sociale nell’assicurare lavoro, protezione dai rischi e tutela del risparmio; rispettosa, nell’attenzione e nell’impegno riservati ai clienti, ai lavoratori, ai fornitori, a tutti gli interlocutori.

Pierluigi Stefanini